04 - 05 Ottobre 2025
Con questa uscita abbiamo ufficialmente dato il via alla stagione invernale 2025/26.
Il 4 ottobre siamo partiti per una nuova avventura, convinti di trovare condizioni buone e terreno asciutto. Purtroppo avevamo dato solo un’occhiata veloce alle previsioni meteo: in realtà era prevista pioggia e neve durante la notte. Ce ne saremmo accorti più tardi.
Dopo aver parcheggiato l’auto alla fine della Val Borzago, abbiamo iniziato la salita verso il Rifugio Carè Alto. Il cartello indicava 3 ore e 45 minuti, ma con passo deciso abbiamo raggiunto il rifugio – ormai chiuso per la stagione – in 1 ora e 50 minuti, proprio all’alba. Il nostro obiettivo era il bivacco.
All’interno c’erano già sei persone che dormivano, ma con un po’ di fortuna siamo riusciti a trovare gli ultimi due posti liberi. Sistemati gli zaini e recuperate un paio d’ore di sonno, la sveglia è suonata alle 5:30. Mezz’ora dopo eravamo già pronti a partire.
L’aria era fredda e umida. Dopo circa un’ora abbiamo raggiunto il Passo del Cannone, un'inaspettato individuo ci sta aspettando e proprio lì il tempo ha iniziato a cambiare: il vento si è alzato improvvisamente e la temperatura è scesa di colpo. Continuando a salire ci siamo resi conto che durante la notte era caduta molta più neve di quanto ci aspettassimo.
Dopo altre due lunghe ore di avvicinamento siamo arrivati finalmente all’attacco della via.
Imbrago allacciato, casco in testa… si parte.
Fin dalle prime lunghezze abbiamo capito che non sarebbe stata una salita semplice. All’inizio il vento da nord era ancora sopportabile, ma una volta raggiunta la cresta è diventato un vero avversario. Le difficoltà tecniche non erano estreme, ma tra neve, roccia e ghiaccio la progressione era chiaramente di tipo misto.
Sulla cresta abbiamo incontrato due alpinisti che avevamo visto poco prima: dopo qualche tratto hanno deciso di rinunciare e scendere in doppia. Noi invece abbiamo scelto di continuare, passo dopo passo, verso la vetta.
Dopo cinque lunghe ore sulla cresta, finalmente siamo arrivati in cima. La soddisfazione era enorme. Tra foto veloci e qualche sorriso ci siamo resi conto però che la giornata era tutt’altro che finita: la discesa sarebbe stata ancora lunga.
Abbiamo iniziato a scendere lungo la cresta nord-ovest. Dopo alcune doppie sul ghiacciaio ci siamo trovati a dover battere traccia nella neve fresca, rallentando parecchio la progressione. Solo dopo altre quattro ore siamo riusciti a tornare al rifugio.
Sono passate quattordici ore di movimento al freddo, stanchi ma soddisfatti, decidiamo di fermarci ancora una notte nel bivacco.
La mattina seguente, alle 6:00, ripartiamo con calma per l’ultima discesa verso la valle e la macchina.
Una giornata lunga, fredda e impegnativa — ma anche il modo perfetto per inaugurare la nuova stagione invernale.